Valérie Marty

Le rive della Garonna, la città rosa, un quartiere sui lati del canale... Paesaggio pastorale della nostra regione, in cui è cresciuta negli anni settanta Valérie Marty, una bambina birichina con i codini come Pippi Calzelunghe. È in questo contesto che si svilupperà questo spirito vivace e creativo, mostrando un pronunciato gusto per la bellezza delle forme, il disegno, lo spazio...

Ancora indecisa sul percorso da intraprendere per realizzare i suoi sogni, ha integrato, in adolescenza, una scuola di architettura. La sua carriera ha preso forma nelle vicinanze del Tarn-et-Garonne, dove ha iniziato nei mestieri edili: disegno, progettazione di costruzioni, per finire imprenditrice a Montauban, alla guida di una copisteria dove ha preso piacere nello sviluppare nuove tecnologie riguardanti l'edizione digitale.

Il 1999 è l'anno della frattura... Abbattuta da una malattia insidiosa, ha impiegato cinque anni per riprendersi, alla fine di sforzi indicibili ma con una fermezza mentale inossidabile. Durante questi anni di sofferenza, ha trovato la strada che l'ha portata alla pienezza. La passione per le arti, per la creatività, l'espressione artistica le permette di accettare se stessa e di esprimere ciò che ha subito, il sentimento... Ha integrato, nel 2000, i laboratori di Christian André-Acquier, dove ha acquisito la fiducia in se stessa e l'esperienza necessaria per lo sviluppo personale.

La sua tecnica si affina, il lavoro diventa più preciso, gli strumenti trasformano la materia... Le sue sculture o i suoi disegni sono il riflesso, le stigmate, dei traguardi irreversibili: donne con i piedi troppo pesanti che sostengono un corpo fragile; sagome snelle circondate da due codini avvolgenti, esprimono giocosità, che solo le prove della vita hanno lasciato nel loro passaggio. Valérie MARTY, artista eclettica, sa trovare la sua strada, quella che porta alla pienezza e per nulla al mondo vorrebbe tornare indietro.

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